Vitaliano nasce in provincia di Bari nel 1982 e ben presto si accorge di un piccolo problema: ha scarso interesse per le cose che piacciono a tutti. O almeno questo disse il suo psichiatra mentre Vitaliano cercava invano di iscriversi all’università per Jedi.
Quindi ripiega e si laurea in Odontoiatria, procastinando il suo sogno di divenire capo del mondo.
Quando non è impegnato con il suo lavoro si dedica all’hobby di decifrare le regole del cricket e di capire cosa lo differenzi dal croquet.
E’ stato intervistato due volte dalla tv tedesca, ma smentisce che in Germania stia spopolando un pupazzetto con le sue fattezze.
Vive a Roma ma non è ancora convinto. Non ha mai visto dal vivo Giulio Cesare.
Uno dei suoi sogni è sempre stato quello di essere una rock star, ma essendo intonato come un incrocio tra Jovanotti e J-Ax e sapendo suonare solo la chitarra cinese, decide di non peggiorare le cose.
Cattolico fino agli undici anni, continua ad autoinfliggersi penitenze per non perdere l’abitudine.
Ha sempre finito tutti i libri che ha letto tranne due: L’Ulisse di Joyce e un libro di Pieraccioni (fortunato regalo ricevuto nel 1998).
Ha una grande libreria e ha molta cura dei suoi libri. Ne ha lanciati via dalla finestra solo due “Citochine ed Immunologia” (scritto, malissimo, dal proprio professore di Patologia) e lo stesso libro di Pieraccioni dopo la lettura di dieci pagine.
E’ convinto che il libro di Pieraccioni sia stata una punizione divina. O un regalo di una persona che proprio non capiva un cazzo.
Ha un record personale: è l’unico che sia riuscito a farsi congedare dai testimoni di Geova.
Non sopporta l’ipocrisia anche se mi state simpatici tutti.
Appassionato di cinema, teatro e pittura, anche se non un espertone. Per questo potrebbe fare il critico.
Viaggiatore incallito e responsabile. Non porterei mai un almanacco sportivo indietro nel tempo.
Ha il corpo di un quindicenne e le mente di uno di ottanta. Praticamente Benjamin Button