Il signor Yamamoto

Il signor Yamamoto come ogni giorno era sui sentieri delle sue montagne vicino Kanazawa, per lui era un’ordinaria bella giornata di gennaio, fredda ma con il cielo terso e con l’aria fredda che ti entra nei polmoni caldi, che ha quel gusto indimenticabile specie quando fai una fatica così bella. Il sentiero non è dei più semplici, con strappi, parti in cui bisogna arrampicarsi o scendere con attenzione. Ma quelle sono le sue montagne, lui conosce ogni sasso, ogni radice, ogni buca. Poi Yamamoto è composto da moto e yama che è proprio montagna, nomen omen.

Cinque mesi prima a svariate ore di volo di distanza, in un agosto torrido, a quattro giorni dalla partenza per la terra del signor Yamamoto, si spezzava il sogno di visitare il paese del sol levante di Claudia, insieme a due ossa della sua gamba, perchè una signora aveva ritenuto inutile preoccuparsi che sopraggiungesse qualcuno mentre apriva uno sportello di una macchina parcheggiata in seconda fila. Il dolore maggiore per Claudia non era la gamba rotta e da operare, ma la tristezza di dover rinunciare a quel viaggio che tanto aveva progettato e sognato con il suo futuro marito, unita al terrore di dover rinunciare o peggio non poter più fare quelle lunghe passeggiate che amavano fare insieme. Mentre piangeva nel suo letto d’ospedale, lui le asciugò il viso e le promise che in Giappone ci sarebbero andati lo stesso, solo qualche mese più tardi, ed avrebbero fatto senza nessun problema quelle lunghe passeggiate.

Ma tutto questo il signor Yamamoto non poteva saperlo. Vedeva solo due gajin in difficoltà lungo il suo sentiero,con quel ragazzo che aiutava e spronava la ragazza che prestava molta attenzione a dove mettere ogni passo. Dopo l’operazione Claudia aveva fatto fisioterapia e pian piano era tornata alla normalità, era riuscita anche a sposarsi senza zoppicare. Ora era in Giappone e voleva dimostrare di essere guarita e poter far tutto, anche un sentiero impegnativo. I due capiscono di rallentare l’andatura di quel signore giapponese con quel passo così sicuro e si fanno da parte per farlo passare. Ma il signor Yamamoto non vuole passare e in una lingua che è un po’ francese, un po’ spagnolo e un po’ inglese cerca di spiegare ai ragazzi i suoi segreti di come affrontare il sentiero. A pensarci bene definirla lingua sarebbe troppo,  piuttosto un insieme di parole di lingue diverse, ma comunque affini all’orecchio dei ragazzi.

Il signor Yamamoto scorta i due ragazzi e spiega come il sentiero dopo venti minuti di cammino diventi bello lastricato e facile da percorrere. Ma il signor Yamamoto non si accontenta di scortare i ragazzi lì dove il sentiero è più facile, ormai ha deciso di far loro da cicerone lungo i templi posti sul sentiero per il grande Buddha. Il signor Yamamoto, ha girato il mondo, è stato ovunque ci fossero belle montagne con un passione per i posti freddi che ha anche quel ragazzo, racconta aneddoti su ogni tempio, lui che è stato ingegnere chimico con la passione dei viaggi e ora si gode la pensione.  

In realtà dopo molto cammino il sentiero rincomincia ad essere troppo complicato e rimane ancora parecchia strada per il grande Buddha. Il signor Yamamoto allora consiglia di ridiscendere da un sentiero semplice e di prendere poi un autobus che li avrebbe portati dal Buddha. Il ragazzo allora convince Claudia che la sua gamba è stata messa fin troppo alla prova e che un po’ di comodità dopo tutta quella mattinata a scarpinare non può essere vissuta come una sconfitta. Sembra il commiato, si salutano con il signor Yamamoto che dà loro il suo biglietto da visita con la sua mail per poter spedire le foto fatte insieme. Ma il signor Yamamoto non è tranquillo. Nonostante sia ora di pranzo insiste per accompagnare i ragazzi alla stazione dell’autobus, sarà contento solo quando i due saranno arrivati sull’autobus e avrà detto al conducente di avvisarli una volta a destinazione.

L’autobus parte e il signor Yamamoto saluta i ragazzi fuori dal finestrino con un sorriso. I ragazzi lo salutano. 

Deve esserci una forza superiore. Ci deve essere.

Altrimenti non si potrebbe spiegare il motivo per il quale  tutte le ragazze-donne dai 27 anni in su postino foto dei figli (ma è proprio necessario sputtanarli?) o in mancanza di frugoletti, foto dei loro cani conciati come se fossero figli.

In via d’estinzione chi non ha ancora deciso a quale gruppo appartenere, con pietose foto festaiole cercano di non arrendersi al secondo gruppo, cercando qualcuno che le faccia passare al primo. 

vale sempre più di ogni commento

School of rock

Non ho mai visto tanti bambini e passeggini ad un concerto rock come ieri al concerto dei queens of the stone age.

“Uma e Quentin sembra stiano insieme, la musa e il suo regista.
Dai Tim e Johnny gettate la maschera”
soliloqui

un tempo lo spara cazzate era quasi simpatico perchè in fondo era consapevole di spararla grossa.

Al giorno d’oggi invece sono convinti di quello che dicono e ti portano anche il link che gli dovrebbe dare ragione

Royksopp

What else is there?

“Dite quello che volete ma se sento qualcuno che dice di volersi fare un selfie, mi sembra di tornare alle scuole medie”
Soliloqui
“Se guardiamo con obiettività i dati hanno perso sirene, scie chimiche e stampanti 3d”
soliloqui

Sono tutti comunisti con le dittature degli altri

Esiste gente che definisce la corea del nord un paese ad impatto ambientale zero, un paradiso dell’educazione, dove giustizia sociale e strade sgombre da auto (w il calesse) ne fanno quasi un paradiso in terra, lontani dal neoliberismo e capitalismo selvaggio. “Quel che si perde in libertà lo si guadagna in giustizia sociale”.
Fa niente che a scrivere questo meraviglioso reportage di viaggio sia il solito ricco annoiato.

“Ci saranno le liste, le prove e i testimoni di accusa come in processo. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa. Alla fine gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l’innocenza. Un tribunale popolare non può sostituirsi alla giustizia nell’erogazione delle pene, ma può informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un Sistema che ha portato allo sfascio l’Italia. Ed è quello che sarà fatto. Il processo durerà il tempo necessario, almeno un anno, le liste saranno rese pubbliche quanto prima e l’ordine in cui saranno processati gli inquilini del castello sarà deciso in Rete. La prima categoria sarà quella dei giornalisti che hanno occultato la verità agli italiani nell’ultimo ventennio. I pennivendoli di Regime.”

il nazismo puzza di merda e la puzza si sente da lontano, poi chiaramente nel momento in cui ti avvicini l’odore si fa più forte. Questa cacata è presa dal sito di www.beppegrillo.it,
A tutti i grillini, rendetevi conto di cosa state votando. (via solodascavare)

io mi ricordo dei tribunali del popolo in Italia con fucilazioni sommarie, donne rasate, stuprate e dileggiate in giro per il paese. Deve essere un’abitudine

Perchè fate così?

Certe volte mi dispiace tantissimo ma per il resto non me ne puó fregare di meno

genetliaco 32

Lavorare di sabato

Non poteva mancare il paziente che mi ripropone in forma semi digerita la sua colazione a base di mezzo chilo di salame

il mio professore d’italiano del liceo, con il quale non avevo grande rapporto, una volta parlando dell’amore disse che l’amore unilaterale, non ricambiato, ma sofferto e provato solo da una parte non poteva essere chiamato amore.

In quel tempo non capì e non accettai quella definizione, pensavo anzi che il più puro fosse quello provato in silenzio ed in sofferenza.

Dovette passare qualche anno per comprendere che non avevo capito un cazzo