Verrà il giorno

Un giorno mi verrà voglia di parlare dei tanti conoscenti che con addosso la maglietta di che guevara (TM) mi parlavano del sole dell’avvenire, di cuba, dell’unione sovietica e di vari subcomandanti. Oggi gli stessi con simpatia mi ammorbano con il moVimento, i cittadini, di maio, quello che fa il figo e non mi ricordo come si chiama, la rete.

Solo una cosa non è cambiata. Il mio sorriso mentre li faccio parlare.

Mistificazioni

False foto tratte da eventi completamente slegati, se non propriamente e palesemente presi da film splatter per dimostrare le proprie ragioni.

Qui sta l’arcano. Se siete sicuri delle vostre ragioni perchè mistificare?

“Penso alla immane Babele di minchiate che ho detto in vita, solo per pochi e fidati testimoni, e fremo di felicità al pensiero che non ne rimarrà neppure l’eco più remota.”

Michele Serra: d’ora in poi quando qualcuno mi chiederà, per la miliardesima volta, perché non twitto, risponderò soltanto: Gloria Patrizi | Prima Comunicazione (via niente)

Applausi sinceri a Serra, prima volta in vita, condivido. Avesse pensato lo stesso prima di scrivere tre quarti delle sue Amache sarebbe ancor più positivo, ma pazienza non si può aver tutto. 

(via abr)

il buon serra non sa che sebbene non cinguetti, le sue quotidiane minchiate giungono e permangono in più social network. ahinoi.

Io non le capisco le persone che si vergognano delle loro foto. “Non mi guardare sto malissimo in questa foto”. io ti ho qui davanti a me, in tutta la tua cessitudine, non ho bisogno di quella foto

gargantua:

Quattro pere (sic!) all’Amsterdam…. per la serie “riproviamo a giocare a Sensible Soccer” e adesso non me ne stacco più..

Non so nella mia vita di adolescente abbia giocato più a sensible soccer, pc calcio, age of empire o scudetto

gargantua:

Quattro pere (sic!) all’Amsterdam…. per la serie “riproviamo a giocare a Sensible Soccer” e adesso non me ne stacco più..

Non so nella mia vita di adolescente abbia giocato più a sensible soccer, pc calcio, age of empire o scudetto

raucci:

…abbiamo costruito un mondo nel quale sono “poveri” anche i ricchi.

E poi ci sono quelli che poverini devono scrivere ogni giorno le stesse cazzate

raucci:

…abbiamo costruito un mondo nel quale sono “poveri” anche i ricchi.

E poi ci sono quelli che poverini devono scrivere ogni giorno le stesse cazzate

“Il peggior rompicoglioni è quello che cerca di fare di tutto per non romperti le palle, ma con le sue azioni causa un danno maggiore”
soliloqui

Quello che i giornalisti non dicono

Mentre esultano per il miglioramento delle condizioni di Schumacher ed assltano i miglioramenti della scienza e della tecnica riabilitatoria, devono accantonare i coccodrilli scritti in preda all’emozione

Il signor Yamamoto

Il signor Yamamoto come ogni giorno era sui sentieri delle sue montagne vicino Kanazawa, per lui era un’ordinaria bella giornata di gennaio, fredda ma con il cielo terso e con l’aria fredda che ti entra nei polmoni caldi, che ha quel gusto indimenticabile specie quando fai una fatica così bella. Il sentiero non è dei più semplici, con strappi, parti in cui bisogna arrampicarsi o scendere con attenzione. Ma quelle sono le sue montagne, lui conosce ogni sasso, ogni radice, ogni buca. Poi Yamamoto è composto da moto e yama che è proprio montagna, nomen omen.

Cinque mesi prima a svariate ore di volo di distanza, in un agosto torrido, a quattro giorni dalla partenza per la terra del signor Yamamoto, si spezzava il sogno di visitare il paese del sol levante di Claudia, insieme a due ossa della sua gamba, perchè una signora aveva ritenuto inutile preoccuparsi che sopraggiungesse qualcuno mentre apriva uno sportello di una macchina parcheggiata in seconda fila. Il dolore maggiore per Claudia non era la gamba rotta e da operare, ma la tristezza di dover rinunciare a quel viaggio che tanto aveva progettato e sognato con il suo futuro marito, unita al terrore di dover rinunciare o peggio non poter più fare quelle lunghe passeggiate che amavano fare insieme. Mentre piangeva nel suo letto d’ospedale, lui le asciugò il viso e le promise che in Giappone ci sarebbero andati lo stesso, solo qualche mese più tardi, ed avrebbero fatto senza nessun problema quelle lunghe passeggiate.

Ma tutto questo il signor Yamamoto non poteva saperlo. Vedeva solo due gajin in difficoltà lungo il suo sentiero,con quel ragazzo che aiutava e spronava la ragazza che prestava molta attenzione a dove mettere ogni passo. Dopo l’operazione Claudia aveva fatto fisioterapia e pian piano era tornata alla normalità, era riuscita anche a sposarsi senza zoppicare. Ora era in Giappone e voleva dimostrare di essere guarita e poter far tutto, anche un sentiero impegnativo. I due capiscono di rallentare l’andatura di quel signore giapponese con quel passo così sicuro e si fanno da parte per farlo passare. Ma il signor Yamamoto non vuole passare e in una lingua che è un po’ francese, un po’ spagnolo e un po’ inglese cerca di spiegare ai ragazzi i suoi segreti di come affrontare il sentiero. A pensarci bene definirla lingua sarebbe troppo,  piuttosto un insieme di parole di lingue diverse, ma comunque affini all’orecchio dei ragazzi.

Il signor Yamamoto scorta i due ragazzi e spiega come il sentiero dopo venti minuti di cammino diventi bello lastricato e facile da percorrere. Ma il signor Yamamoto non si accontenta di scortare i ragazzi lì dove il sentiero è più facile, ormai ha deciso di far loro da cicerone lungo i templi posti sul sentiero per il grande Buddha. Il signor Yamamoto, ha girato il mondo, è stato ovunque ci fossero belle montagne con un passione per i posti freddi che ha anche quel ragazzo, racconta aneddoti su ogni tempio, lui che è stato ingegnere chimico con la passione dei viaggi e ora si gode la pensione.  

In realtà dopo molto cammino il sentiero rincomincia ad essere troppo complicato e rimane ancora parecchia strada per il grande Buddha. Il signor Yamamoto allora consiglia di ridiscendere da un sentiero semplice e di prendere poi un autobus che li avrebbe portati dal Buddha. Il ragazzo allora convince Claudia che la sua gamba è stata messa fin troppo alla prova e che un po’ di comodità dopo tutta quella mattinata a scarpinare non può essere vissuta come una sconfitta. Sembra il commiato, si salutano con il signor Yamamoto che dà loro il suo biglietto da visita con la sua mail per poter spedire le foto fatte insieme. Ma il signor Yamamoto non è tranquillo. Nonostante sia ora di pranzo insiste per accompagnare i ragazzi alla stazione dell’autobus, sarà contento solo quando i due saranno arrivati sull’autobus e avrà detto al conducente di avvisarli una volta a destinazione.

L’autobus parte e il signor Yamamoto saluta i ragazzi fuori dal finestrino con un sorriso. I ragazzi lo salutano. 

Deve esserci una forza superiore. Ci deve essere.

Altrimenti non si potrebbe spiegare il motivo per il quale  tutte le ragazze-donne dai 27 anni in su postino foto dei figli (ma è proprio necessario sputtanarli?) o in mancanza di frugoletti, foto dei loro cani conciati come se fossero figli.

In via d’estinzione chi non ha ancora deciso a quale gruppo appartenere, con pietose foto festaiole cercano di non arrendersi al secondo gruppo, cercando qualcuno che le faccia passare al primo. 

vale sempre più di ogni commento

School of rock

Non ho mai visto tanti bambini e passeggini ad un concerto rock come ieri al concerto dei queens of the stone age.

“Uma e Quentin sembra stiano insieme, la musa e il suo regista.
Dai Tim e Johnny gettate la maschera”
soliloqui

un tempo lo spara cazzate era quasi simpatico perchè in fondo era consapevole di spararla grossa.

Al giorno d’oggi invece sono convinti di quello che dicono e ti portano anche il link che gli dovrebbe dare ragione